Teatro Ca' Foscari

Indirizzo:

Dorsoduro 2137 Venezia

Città:

VENEZIA

Telefono:

041 234 6949

Descrizione
Nella prima parte del 2019 (febbraio – maggio) il Teatro Ca’ Foscari, oltre all'ampia offerta di laboratori e workshop, propone alcuni spettacoli perlopiù collegati a giornate di studio e a tematiche trattate nei corsi universitari, a conferma della propria vocazione a formare e ricercare. GLI SPETTACOLI Apre il programma Cantico dei Cantici, con Roberto Latini che con questo spettacolo ha vinto il Premio UBU 2017 come miglior attore. Tra le altre proposte Rewind, spettacolo della Compagnia Deflorian/Tagliarini dedicato a Café Müller di Pina Bausch, proposto da Susanne Franco, docente di Storia della danza a Ca’ Foscari, in occasione del decennale della scomparsa della coreografa tedesca; Ellis Island, in cui Maurizio Igor Meta narra del suo viaggio sulle tracce del cammino intrapreso dal bisnonno partito per l’America alla fine dell’800, organizzato in collaborazione con il Master sull’Immigrazione; Country Music – Una storia Americana, uno spettacolo in cui attori e musicisti raccontano la storia della musica country attraverso la vita di un immigrato nel nuovo continente, presentato in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali. I LABORATORI Il programma dei laboratori da febbraio a maggio 2019 si rafforza e offre un ampio quadro di progetti per raccogliere attorno a Santa Marta e al suo teatro una comunità di studenti sempre più attiva. Fin dai suoi inizi, il Teatro Ca’ Foscari a Santa Marta ha puntato l’attenzione sulla formazione teorico-pratica nell’ambito delle performing arts, attraverso l’organizzazione di seminari, workshop, laboratori e residenze artistiche. I temi principali sui quali si concentrano le proposte sono quelli del conflitto e del suo superamento: tra generazioni e tra generi (Tentativi d’amore); tra bene e male (Coltivare l’immaginazione); tra identità e collettività (Mappatura emotiva di un territorio). Ma un’attenzione particolare viene anche dedicata alla drammaturgia con il workshop di Roberto Latini e attraverso l’articolato progetto di Albert Ostermaier, a cura di Cristina Fossaluzza. Il laboratorio, inteso non esclusivamente come spazio fisico, diventa dunque, per usare la definizione di Tadeusz Kantor, una “stanza dell’immaginazione”, un luogo, sia esso interno o esterno poco importa, dove prendono forma e significato le esperienze di ciascuno. [D. Ventimiglia]

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