Diana Tejera – Pranzo alla Spagnola

di Redazione, 04 Gennaio 2019

 

E’ il 3 Gennaio dell’anno nuovo ed io probabilmente ho la febbre. Non lo voglio sapere. Non è per lagnarmi sempre. Ma oggi al tg ho sentito che tipo un milione di italiani ha l’influenza (si parlava di vaccinazioni). Ed io per una volta rientro nella normalità. Inoltre ho un parquet di costruzioni colorate a terra e una manciata di stelline fluorescenti sul soffitto.

Ettore sta particolarmente eccitato in questo periodo.

Mi moje è cascata da un gradino non a norma in un ristorante ad Aranova.
Stiamo cambiando casa. La cucina Faber. La cameretta Flexa. Diana Tejera arriva alle 14.00. Pranzo alla spagnola.

Una carezza a Foglia e una birra scolata nel tempo di cottura di un piatto unico.
Mezze maniche al ragù. Ad unirsi alla comida B: Mio manager – Che mi avrebbe dovuto aiutare con le riprese – L’olietto piccante, il vino tinto e il bis di pasta.

Tutto scorre nella totale presa a bene. Lei è leggera. Sempre col sorriso e i denti bianchi. Brilla.
E’ un Patanegra. O come minimo un serrano 5 jotas. Un Durian, Se si è fruttariani.
Ed io oggi sono la sua Parentesi di Delirio

 

 

Splende. Bionda.
Ma non fa caldo. E noi abbiamo fatto fin troppo gli spendidi. A mangiare fuori coi pochi gradi che fa di fuori.

Mi prende un freddo che mi ingesso tutto e lei continua a cantare a raffica.

L’ho vista per la prima volta all’Auditorium ad Aprile per la presentazione del suo ultimo cd Mi fingo distratta. Con Mi Moglie, il manager e Barbara Jacovacci. Imbellettata con la band ed un quartetto d’archi. Un chitarrista turnista della Madonna ed il suo fedele tastierista. M’era sembrata una pippa. E je l’ho detto in occasione della sua esibizione allo Studio 5 di Antonio Donatone e Gabriele Cirillo, Ma mi sbagliavo.

Diana è una Grande. Anche senza conoscerne le canzoni. Ignorandone la biografia La prossima volta si fa da lei.

Ci fa le tortillas.

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