Io sono La Scimmia e scriverò di artisti, produttori e direttori artistici romani con cadenza settimanale.
Li inviterò a pranzo a casa mia e li ascolterò parlare dei loro progetti. Vi riporterò tutto su TheCarousel.it ogni Venerdì.

Lui è il primo. Davide Trebbi è un cantautore.

 


Mi imbocca a casa il 20/11/2018 con una cassa di vino bianco fermo e minerale, che mi dice di aver preso nelle Langhe e di volerlo commercializzare qui a Roma. Contraccambio con una carbonaretta proletaria, improvvisata e una lima per grattare il pecorino.

Intanto Foglia continua ad attaccare alla gola la scimmia, già provata da precedenti combattimenti.

 

 

Poca Trap. Poco Indie.

Davide è un cantautore vecchie maniere, dallo stampo che non ha tempo. Intanto si è finito la carbonara ed assaggia la trippa cucinata da ieri. Adesso parla di Claudio Lolli.

 

 

Fibonacci, prevedibile, mi chiama alle 14. Davide Trebbi coglie l’occasione di assentarsi un attimo ed immaginare la prossima canzone nel mio bagnetto cieco (non ho finestre lì). Io silenzio il cell e faccio finta di non aver sentito.

Me lo devo ricordare! Davide Torna e mi fa:

 

 

“Ma nel frattempo piove”.

Si, ma la canzone è splendida. Fa un arcobaleno bellissimo. E mi convinco ad alzare la tenda che tanta parte dell’orizzonte il guardo esclude.

Mi racconta di Stefano Rosso, mi fa vedere dei video caricati youtube e poi mi dice:

 

 

Andato… s’è alzato un vento fortissimo che è durato tutta la notte. E le ombre lampeggiavano come le luci di natale sui vetri appannati del mio monolocale.

Alle 10:37 del mattino successivo a rompere i coglioni ancora lui: Davidello.

Al videocifono. Con un altro cartone di vini. “Questi” ha specificato “da servire freschi e solo a pranzo!”.
Era tornato per riprendere gli occhiali da sole che aveva dimenticato il giorno prima a casa mia.

Dopodichè è passato a trovarmi Otello. Manovale. Ad un passo dalla liquidazione, c’aveva promesso un regaletto a tutti, pensione statale, due macchie nei polmoni.

E’ tornata mi moje col ragazzino. Dice che il Polpo non si vende. Che è troppo caro. Ho fatto il brodo.

E s’è rialzato il vento…