Carlo Valente a pranzo da La Scimmia

di Redazione, 08 Febbraio 2019

 

Due delle tre lune erano in eclisse totale che pareva la terra.
La terza luna era illuminata per un quarto dal sole giallo e per tre dalla fottuta gigante rossa.
Non conoscevo il tempo che era passato né il giorno che fosse.
Sapevo solo che “la mia valigia é un mucchio di vestiti addosso”. “Che novità!” .
Da quando sono qui non piove mai.
E non voglio immaginare che pericoli possa comportare una pioggia perchè ho altri problemi.
Quotidiani.
E qui le bestie sono mostri giganti.
Decisamente la razza dominante.
L’unica fonte d’acqua è un oceano salato da distillare ogni giorno
e l’unica cosa edibile assomiglia a un ostrica acetata, aspra, acre e salata.

Martedì 5 febbraio 2019 mangio con Carlo Valente.
Il Lunedi viene Paola e casa é rimasta mezza pulita.
Dormo male e mi alzo presto per preparare la coda del vitello al sugo.
Ci affogo i maccheroni e c’è da leccarsi i baffi.
A dividerci il quinto quarto siamo io, il Palmiuga al filmino, il maestro Dario Pierini alla tastierina Casio e Carlo.
Io – perdio – non ho voce ma canto con la mente.

 

 

Decido che è troppo e scelgo di suicidarmi.
Spingendomi verso il deserto sconfinato e piatto.
Ovviamente dopo mezza giornata di cammino mi sento già d morire.
E una parte di me ancora crede di essere morto lì,
in quell’ultimo ricordo che ho di me e della sabbia in bocca.
Oltretutto puzzo che accoro.

Rolls royce, rolls royce, rolls royce, da mo che te lo sto a dì che questa vita così.. e San Remo lo vince lui. O Nek.
Mi sveglio dal sogno e gia mi pare di vivere in un miraggio.
Mi ritrovo in un’oasi grigia e una cascata di acqua, apparentemente potabile, si fionda giù da un tetto piatto.
Sorretto da due pilastroni di cemento.
Alla base un massetto liscio scuro e a tre metri un porco enorme che mi fissa.
È la prima creatura su questo pianeta che non mi sembra aggressiva.
Rallentando i miei movimenti mi chino a bere un goccio d’acqua e poi mi scaglio verso di lui con tutte le mie forze.
Buio.
Poi l’olezzo.
I suoi occhi fissi su di me a 3 metri d distanza.
Mi fa una faccia buffa ma io mi accorgo che oltre a me era soprattutto lui a fetare.
Il puzzo è un misto tra un secchione numerose miste resta umane.
Merda e piscio seccati al sole.
Rimaneggiate concrezioni si alternano sulla pelle porosa a chiazze ricoperte da peli lunghi rasta.
Mi fa una faccia buffissima.
Ma non possiamo avvicinarci.
I miei polmoni collasserebbero in quell’aria putrida e nebbiosa che gli sta tutto intorno.
Mi accorsi che la bestia mi leggeva nel pensiero quando sfinito guardavo lontano e non vedevo nulla di edibile.
Corse dal posto all’orizzonte ad una velocità surreale.
Al che decisi di strapparmi la maglietta,
bendarmici il naso e cavalcare il porco putrido.
Lui annuì e mi sorrise.

 

 

La mia casa ora è un casinò di giocattoli buttati per terra.
Stamattina sono stato intervistato da Chiara Borghi per Adp radio.
Attività di pensiero.
Me so aperto come una macchinetta al bonus dei libri
e me so spento nel pomeriggio con la febbretta e il senso di freddo che ogni sera mi assale ad una certa.
Carlo vale perchè è una tachipirina 1000 che ti permette di sognare.
E una preghiera va i migranti e ai bambini.

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